Terra Santa 2020 – il viaggio

E’ iniziato il viaggio per la Terra Santa di un gruppo di parrocchiani accompagnati da Don Massimiliano e Don Andreas. Come sempre cercheremo di tenervi aggiornati con le notizie che ci arriveranno dai “pellegrini”. Un grazie speciale a Roberto per le sue meravigliose cronache.
Il viaggio di quest’anno prevede, oltre la Terra Santa, il Deserto del Neghev.

Ultimo giorno: E l”ultimo giorno arrivò. Oggi si torna. Ma prima di prendere l’aereo abbiamo ancora un po’di tempo. Siamo come quegli innamorati che non riescono a staccarsi e si godono fino all’ultimo istante prima di salutarsi. E la voglia di restare qui con Lui nel Suo paese è davvero tanta. Così dopo aver fatto colazione e caricato le valigie ce ne andiamo la dove tutto ebbe inizio. Nazareth la Sua città natale, la città di Maria e Giuseppe. I posti che lo videro giocare,crescere e diventare uomo. Prima che il Padre lo chiamasse a compiere la Sua volontà. Dei Suoi primi trent’anni non si conosce nulla se non di qualche episodio narrato dai vangeli apocrifi. Passiamo per Cana di Galilea la città del famoso sposalizio. Il Suo primo miracolo. L’unica cosa rimasta la fontana dove si riempirono le giare di acqua che si trasformò in vino. Il Suo primo miracolo. La vediamo dal pullman perché in realtà non c’è molto da vedere. Arriviamo a Nazareth. Città che si è molto ingrandita dai tempi di Gesù. Qui convivono abbastanza serenamente cristiani e musulmani. La popolazione è in prevalenza araba e qui esiste una grande parrocchia di arabi cattolici, molto fieri del loro credo come ci racconta Padre Giovanni. Qui il nostro amico Giorgio ha una cognata suora e grazie a lui e alla squisita gentilezza della nostra sorella che possiamo ammirare una cosa che ci mozza il fiato. Infatti sotto alla casa di queste sorelle sono stati ritrovati i resti di una casa del primo secolo ed una tomba che i locali consideravano la tomba del Giusto. E chi è appellato così nei vangeli ? Ma certo proprio lui Suo papà, Giuseppe. Vi prego di credere che è stata una vista bellissima. Ovviamente non si sa se in realtà questa casa e questa tomba siano proprio sue ma giustamente la sorella ci dice che se anche non fosse così Gesù ci sarà sicuramente passato perché Nazareth era piccola e la gente poca. Comunque io ho avuto i brividi. Ringraziamo Giorgio e la cognata per questa ultima grazia e passiamo nella basilica dell’annunciazione là dove l’angelo ha dato l’annuncio a Maria. Grazie a quel si che Lui è venuto al mondo. Maria è la nostra scala verso il cielo. Recitiamo il Salve Regina davanti alla grotta. Si perché le case qui a Nazareth erano grotte così come la casa di Giuseppe quella che ha la sorta di ufficialità che visitiamo subito dopo . Adesso purtroppo l’aereo ci aspetta e non possiamo più rimandare. Dopo aver espletato tutti i controlli tanto temuti che questa volta si sono rivelati molto tranquilli si rientra a Roma. Che dire a conclusione di questo fantastico viaggio. Innanzitutto ringraziare Dio che ci ha permesso di poter andare ad incontrarlo perché da Lui viene tutto e poi ricordando le parole che troviamo nel vangelo di Matteo dove Gesù dice alle donne di andare ad annunciare ai Suoi fratelli di andare in Galilea che là lo avrebbero visto. E qual’è la nostra Galilea se non la nostra famiglia,la nostra parrocchia, la nostra vita. Ecco torniamo alla nostra vita quotidiana che poi è quella, come ci ha detto in modo mirabile la suora , che ha vissuto Gesù per i primi trent’anni. Gesù in quel sepolcro non c’era, Gesù è con noi sempre basta volerlo e cercarlo, basta vederlo nel fratello che ci sta accanto, basta invocarlo nella preghiera ed ecco che il Suo amore grande ci guiderà ovunque saremo. È vissuto in Israele si ma ora vive nei cuori di chi lo ama.

Sesto giorno: Nel lasciare Gerusalemme qualche occhio lucido si vede. Chissà se ti rivedremo città di Dio ma se così non fosse resterai scolpita nei nostri cuori. Dopo un oretta arriviamo sul Monte delle beatitudini con la splendida vista del sottostante lago di Tiberiade. Ovviamente non si ha la sicurezza che il posto sia veramente quello ma è qui si ritirava Gesù. Abbiamo declamato il passo del Vangelo e dopo aver meditato un po’ siamo scesi a Cafarnao. La città di Pietro, dei discorsi di Gesù nella sinagoga. E tutto questo lo dobbiamo alla scoperta di un frate italiano della provincia di Benevento che ha fatto questi importantissimi ritrovamenti e che qui è sepolto. E alla sua corregionale Maria sono brillati gli occhi. Tra l’altro la cosa simpatica è che proprio oggi si celebra la festa della cattedra di Pietro. Nulla è per caso. Così ci rechiamo a prendere la barca che prenderà il largo sul lago. Dopo la resurrezione Pietro è sconsolato e se ne torna a pescare insieme agli altri discepoli ma non pescano nulla se non quando il Signore dice loro dove gettare le reti. Beh ad un certo punto la barca ha spento il motore, un silenzio irreale è sceso e si udiva solo lo sciabordio delle acque. Qualcuno si è commosso fino alle lacrime. Davvero sembrava che il Signore fosse lì davanti a noi che ci chiedeva “avete mangiato ? “. E a mangiare ci siamo andati davvero. In un bel kibbutz. Abbiamo mangiato veramente bene, forse il miglior pranzo del pellegrinaggio. Ci hanno dato il pesce San Pietro un pesce orribile da vedere ma buono da mangiare. Oggi è una giornata uggiosa,piove a tratti e tira molto vento. Per la messa oggi andiamo proprio là dove Gesù insieme ai discepoli mangiavano quel pesce. Durante la messa si scatena una piccola bufera di vento che ci riporta all’altro passo del vangelo quando il Signore dorme sulla barca in piena tempesta e Pietro lo rimprovera della noncuranza. Dopo la messa ci godiamo veramente questo posto secondo me tra i più belli visitati. Sia Padre Giovanni che i nostri Don dicono che così in piena ed agitato non l’avevano mai visto. E anche questo lo annoveriamo come grazia. Arriviamo al nuovo albergo, nuovissimo. Il suo nome Mare di Galilea. Ottima cena. Ma prima abbiamo tirato le somme di questo viaggio. Domani torneremo a Roma. Qualcuno è preoccupato di come si potrà ricominciare. Qualcuno dice che il Signore ha compiuto miracoli e che tornerà più ricco e forte di prima e che questa forza la donerà agli altri. Ma tutti siamo concordi nel dire che questa esperienza ci legherà per sempre , appartenenti o meno della nostra parrocchia. Oggi non disferemo neanche le valigie. Domani si torna.

Quinto giorno: Dopo il turbinio di emozioni di ieri oggi siamo tutti un po’ esausti stanchi ma felici. La visita al Santo Sepolcro è l’essenza del pellegrinaggio in Terra Santa. Ma stamattina ci aspetta un luogo non da meno il Cenacolo. Il luogo dell’eucarestia, del lavaggio dei piedi, della Pentecoste. Purtroppo questo è diventato il luogo della discordia tra ebrei e cristiani. Questo perché gli ebrei hanno espropriato il terreno di proprietà dei francescani custodi di Terra Santa con la scusa che sotto questo edificio potrebbe esserci la tomba di Re David ma è solo una scusa per affermare la supremazia ebraica. Infatti il luogo viene tenuto in maniera veramente dolorosa per il cuore di noi cristiani. Scarno sporco con delle vetrate con scritte addirittura del Corano e adiacente ad una delle scuole di ebrei ortodossi più radicali e anti cristiani di Gerusalemme. Ma il Signore ci ha insegnato ad amare tutti e noi così facciamo. La messa e le lodi le facciamo nel santuario della dormizione di Maria cioè il luogo dove la Madonna ha lasciato questo mondo prima di essere assunta in cielo. Chiesa tenuta dai benedettini tedeschi per la gioia di Don Andreas. Poi via a vedere i rotoli di Qumran nel museo ebraico i più antichi rotoli della Torah al mondo. Il solito pranzo a base di riso pollo e Hummus e si va in San Pietro in Gallicantus la dove Pietro ha rinnegato Gesù per tre volte. Qui abbiamo meditato sul racconto della Pentecoste. Oggi è venerdì e come direbbero gli evangelisti la parasceve del sabato, così siamo andati al cosiddetto muro del pianto. Devo dire che è uno spettacolo, se così si può chiamare, da vedere almeno una volta per comprendere a fondo cosa vuol dire essere ebreo. Visto che domani lasceremo la ormai nostra cara Gerusalemme facciamo un po’ di shopping per i ricordi da riportare a casa. Stasera ci aspettano le valigie domani siamo di nuovo in viaggio.

Quarto giorno: Ci siamo svegliati tutti belli carichi convinti che il nostro primo giorno nella città santa sarà di quelli che racconteremo. Il nostro albergo si trova in una posizione straordinariamente suggestiva. Abbiamo sotto il nostro sguardo tutto lo splendore di Gerusalemme. Andiamo a piedi alla chiesa del Dominus flevit la’ dove Gesù pianse alla vista della città. Fatte le lodi ci siamo spostati nel giardino del Getsemani e Don Massimiliano ha fatto una riflessione sull’inizio della passione. A questo punto abbiamo intrapreso lo stesso percorso che fece Gesù a cavallo del somarello entra in città per l’inizio della passione. In questo errare abbiamo fatto sosta là dove Giuda tradì Gesù e alla basilica dell’assunzione di Maria. Quest’ultima ha commosso molti di noi. Che dono grande la Madre di Gesù. Oggi la messa si celebra nella chiesa della flagellazione. Questo luogo e questa celebrazione ci ha preparato al grande incontro con Colui che ha riscattato i nostri peccato proprio là dove l’ha fatto. Il Santo Sepolcro. Arriviamo e ci immergiamo in una calca spaventosa. Sinceramente non credevo ci si dovesse calare in una simile bolgia. Ma giustamente padre Giovanni che è il nostro accompagnatore ci spiega che sono più di 2000 anni che è così ed è la prova che c’è la mano di Dio. Fortunatamente don Massimiliano ci ha accompagnato con il racconto della passione e siamo riusciti a rimanere concentrati in quel tritacarne umano. Dopo due ore circa abbiamo abbracciato la pietra che custodiva Gesù. Una tomba vuota simbolo della nostra salvezza. Pieni di brividi lacrime e di un arcobaleno di emozioni siamo tornati in albergo. Forse ero scettico su cosa realmente avrei trovato ma il quinto vangelo ti lava via tutte le perplessità. Grazie Signore perché il Tuo sangue ed il Tuo amore mi hanno reso libero.

terzo giono: Oggi giorno di partenza e di grandi emozioni. Ci siamo spostati dal deserto di Nim per fare tappa sul Mar Morto passando per il deserto di Giuda. Un senso di desolazione e vuoto nel vedere questa depressione terrestre. La catechesi oggi si fa nell’ Oasi di Ein Gedi in un clima tipicamente estivo. Ripartiti da qui siamo andati a pranzo ammirando dal pullman la fortezza di Masada e le grotte di Qumran, nella città di Gerico. Gerico la città di Zaccheo della parabola del cieco fa veramente impressione. Impressione per la povertà della popolazione e la fatiscenza delle abitazioni. Gerico è l’emblema della atavica contrapposizione arabo israeliana. Dopo il pranzo arabeggiante abbiamo vissuto uno dei momenti, che penso, nessuno di noi dimenticherà mai. La confermazione del battesimo direttamente sul fiume Giordano. Essere là dove Giovanni il Battista battezzò Gesù e rifare quel gesto non potete immaginare che tumulto di emozioni. Purtroppo il tempo ha sostituito l’estate mattutina con un vento freddo e sferzante accompagnato dalla pioggia che non ci ha permesso di celebrare all’aperto nei luoghi del buon samaritano e quindi ci siamo avviati nella città del Re dei Re. Che brividi, che città che crogiuolo di razze e religioni. Veramente di cuore auguro che tutti voi possiate venire un giorno qui. Troppo bello e troppo difficile da descrivere . Oggi andiamo a letto ma prima che ci addormenteremo ce ne vorrà. A domani fratelli miei abbiamo un Padre meraviglioso.

Secondo giorno: Oggi alzataccia. Alle 5.30 ci siamo incamminati per vedere l’alba sul cratere grande, 40 km di diametro. Una cosa meravigliosa mai alzataccia fu così ben retribuita. Abbiamo letto il passo della creazione e la magnificenza di Dio era veramente davanti i nostri occhi. Dopo la colazione ci siamo portati nel Parco naturale di Avdat una zona di canyon desertici dove in un punto c’è una cascatella che crea un ruscello e quindi la vita. Don Massimiliano ci ha fatto una catechesi sul esodo del popolo ebraico dalla schiavitù alla libertà chiedendoci di confrontarci con il deserto tutto intorno a noi. Dopo di ché abbiamo effettuato una modifica all’itinerario:niente miniere di Re Salomone perché quattro ore di viaggio tra andata e ritorno sarebbero state troppe ma dopo mangiato visita all’acropoli di Avdat. Il pranzo è stato veramente divertente un bel panino con falafel o un bel cus cus in uno dei più famosi Kibbutz di Israele dove è sepolto il padre della patria Ben Gurion. Colui che ci ha servito era un vero burlone. Ritornati in albergo cena condivisione compieta e a preparare le valigie domani si cambia città. Siete sempre nelle nostre preghiere .

Prima giornata: Finalmente Terra Santa arriviamo!. Ore 6 tutti sul pullman e via verso l’aeroporto. C’è un misto di felicità e ansia per i controlli da superare i bagagli da imbarcare ed il viaggio da affrontare. Arrivati a Fiumicino ci incontriamo con i forestieri del gruppo provenenientidalle parrocchie di Sant’Ambrogio e del Gesù Divin Lavoratore. Incontriamo anche Padre Giovanni dell’Opera Romana Pellegrinaggi che ci accompagnerà per tutto il pellegrinaggio. I controlli sono filati lisci per tutti e forse il più “torchiato” è stato il parroco. Il volo è partito in perfetto orario e nello stesso modo è arrivato a Gerusalemme. Che emozione toccare quella terra dove tutto è partito. Gli occhi di tutti erano veramente pieni di gioia per la grazia di poter passare questa settimana ospiti del Re dei Re. Purtroppo alla dogana israeliana abbiamo avuto un piccolo intoppo perché uno di noi è stato trattenuto per via di un simpatico timbro iraniano sul passaporto. Un oretta per liberarlo. Qui non si scherza molto su queste cose. Comunque passata la tempesta abbiamo preso il nostro bel pullman che in due ore ci ha portato verso il desertico sud. Il titolo del pellegrinaggio e dalla schiavitù alla libertà e da Padre Giovanni abbiamo ascoltato il filo conduttore dei nostri giorni qui. Arrivati cena messa e nanna perché domani ci attende un alzataccia e anche per la stanchezza accumulata. A domani vi portiamo con noi tutti quanti nella preghiera.