Campo Missionario in Albania – cronache delle giornate

Il 24 Luglio un gruppo di 16 giovani della nostra parrocchia accompagnati da Don Massi e da alcuni catechisti partiranno per un campo di lavoro in Albania, precisamente nella parrocchia di Guri I Zi, paese vicino Scutari, nel nord dell’Albania.
Il parroco che li accoglierà è don Raffaele Gagliardi, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma. Collaboreranno con i giovani della parrocchia per organizzare un Grest estivo per i più piccoli, mentre a Scutari aiuteranno le suore di Madre Teresa di Calcutta che accolgono i disabili. Il campo sarà anche un cammino sulle orme dei martiri albanesi. Questo campo rappresenta la conclusione di un cammino fatto durante questo anno pastorale incentrato sulle missioni, infatti hanno avuto incontri e testimonianze di missionari che li hanno aiutati a prepararsi a questa esperienza. Ma è anche l’inizio di una avventura che sarà preziosa nel loro cammino di crescita individuale e spirituale!

31 LUGLIO: L’ultimo giorno si apre con la messa comunitaria con tutti i ragazzi che hanno partecipato al campo. Poi via, si parte per la montagna! Siamo 120 questa mattina! Ci distribuiamo su pullman e pulmini per un tragitto di un’ora e mezza su strade strette e tortuose, fino a un’altitudine di circa 1.000 metri. Monopolizziamo un intero pianoro circondato da zone di ombra fitta che ci garantiscono il riparo dopo i giochi e i balli sotto il sole a picco. Ci siano portati tutto: cibo, acqua, palloni, casse, microfoni; nessuno può ignorarci!! Per i più esigenti ci sono anche piccoli bar e ristoranti.
I giochi di oggi sono incentrati sull’uomo come destinatario di tutto il creato e che a sua volta si deve impegnare a rispettarlo. Si fa fatica a correre sotto il sole, ma il tempo scorre allegramente fino al pomeriggio inoltrato, quando si tengono premiazioni dei vincitori (ma in realtà tutti hanno meritato la vittoria!).
Torniamo in parrocchia distrutti, tempo di doccia e valigie e poi la cena. Domani si riparte, ora condivideremo le nostre sensazioni ma certamente ci torneremo sopra e rielaboreremo tutta questa stupenda esperienza quando saremo rientrati a casa.
Quel che abbiamo certamente capito è che non siamo soli a cercare Dio. E che, al di là dei mari che ci dividono, ci illuminiamo tutti della stessa Luce quando lo incontriamo.

30 LUGLIO: Ce l’abbiamo fatta: cielo terso!! Il clima adatto a ospitare i giochi della giornata che hanno per tema la creazione degli animali. Il nostro parroco sostituirà nelle funzioni di “direttore artistico”, il mitico don Raffale, impegnato nella celebrazione di un funerale. In qualità del “direttore artistico” (al termine della sessione dei balli), si esibirà – coordinato dal viceparroco – nell’imitazione del verso dei vari felini, ruminanti e bipedi a uso e consumo del pubblico. I giochi si svolgono in tono agonistico, non immuni da scaramucce verbali e… manuali.
Come ultima giornata in parrocchia (domani è previsto un fuoriporta del mega gruppo), tutti i ragazzi del luogo ricevono in dono barattoli di marmellata.
Parallelamente all’attività del campo, circa una decina di noi è tornata alla Casa di Madre Teresa per prestarvi un piccolo servizio. Questa mattina abbiamo ritrovato le ospiti disabili in un incontro più ravvicinato e meno frettoloso: ci siamo abbracciate e abbiamo tentato il dialogo in vario modo, le abbiamo portate a spasso contando a squarciagola e le abbiamo aiutate per il pasto. Si è rinnovata una grande commozione, unitamente alla consapevolezza che un gesto d’amore e di vicinanza sa arrivare al cuore dell’altro anche senza potersi parlare e al di là delle capacità intellettive del singolo.
Dopo pranzo siamo andati tutti insieme a visitare una piccola azienda tessile vicino a Gur i Zi. Abbiamo osservato direttamente le donne lavorare ai telai e abbiamo potuto comprare alcuni loro manufatti. L’azienda è nata con lo scopo di emancipare le donne del luogo, sia dal punto di vista economico che sociale, attraverso un lavoro dignitoso. L’iniziativa, partita da un’idea di due donne italiane e appoggiata da don Raffaele, vede attualmente impegnate circa 40 persone, che lavorano su commissioni non solo locali, ma anche estere, particolarmente milanesi. Insomma, un modo concreto per aiutare il popolo albanese a rialzarsi!
In tardo pomeriggio: catechesi sulla “testimonianza della fede fino alla fine” e confessioni.
La serata si conclude con una grigliata insieme agli animatori albanesi, preceduta da giochi a palla sul campetto parrocchiale e seguita da balli multietnici e canti patriottici! Allegria per tutti!
Compieta, compiti per domani e …buonanotte!!


29 LUGLIO: Stamattina il tempo ci ha graziato e un timido sole fa capolino. Così i giochi con la novantina di ragazzi del campo odierno, si possono svolgere all’aperto.
Il tema della creazione in questa giornata è il firmamento, simbolicamente interpretato da sole e luna che si rincorrono. E così tutti i giochi sono pensati come gare tra i due corpi celesti: caccia al tesoro, gatto e topo, difesa del territorio, ecc.
Oggi tutti giochi “asciutti”; ci è bastata l’acqua di ieri sera!!! Il clima è stato sempre quello di una sana compensazione, se si eccettua un micro-incontro di boxe tra un ragazzo e un’agguerrita ragazza, che proprio “non ci volevano stare”. La pace è stata sancita ufficialmente in chiesa, al termine della mattinata, da don Raffaele che come arbitro sul ring ha alzato il braccio della vincitrice del match, ammonendo tutti sulla sua pericolosità, e ha costretto alla stretta di mano i due contendenti davanti all’altare.
Pranzo a cura del quartetto Erica-Valeria-Simone-Filippo che si sono cimentati con una maxi (per 30 coperti, essendosi fermati anche diversi animatori albanesi) “carbonara modificata”. La modifica principale è stata dovuta all’assenza del formaggio, ma il risultato è stato comunque apprezzato!
Ancora una volta il pomeriggio è stato su un’altra lunghezza d’onda: siamo andati al carcere, annesso al monastero delle Clarisse. Abbiamo potuto vedere con i nostri occhi gli ambienti in cui si imprigionavano e si torturavano, anche fino alla morte, le vittime del regime dittatoriale. E’ stato difficile perfino varcare le soglie di quelle anguste celle e ancor più difficile sostenere il pensiero di quanto dolore e di quanta malvagità vi abbino alloggiato. Proprio come segno di rinascita e di vittoria della fede, nel monastero a fianco del carcere le suore Clarisse dal 2005 pregano e testimoniano la presenza costante di Dio in mezzo al suo popolo. Con loro e con la piccola comunità pugliese in visita abbiamo cantato i vespri.
Quindi ci siamo rituffati per le vie di Scutari e quando dico “rituffati” lo dico letteralmente: abbiamo preso una quantità di pioggia inenarrabile. Per arrivare al ristorante abbiamo fatto tappa sotto a pensiline, ombrelloni, ci siamo rifugiati perfino in un bar, ma siamo giunti a destinazione completamente inzuppati. Prima di sederci a tavola è stato necessario uno scambio di magliette asciutte e di felpe, ci siamo tolti le scarpe; insomma, un branco di barboni, altro che eleganza italiana!! Avventuroso il ritorno con i nostri pulmini, ma alla fine rientriamo: c’è ancora tempo per la messa notturna, un bicchiere di vino o una tazza di tisana e, per chi ancora fosse sveglio a mezzanotte, compieta. Domani speriamo nel sole!

28 LUGLIO: Bella domenica all’insegna di iniziative per amalgamarci con i nostri ospiti albanesi. Al mattino ci rechiamo al lago di Rragam, poco distante da Gur i Zi: si tratta di un lago artificiale incastonato in una bella cornice montuosa, molto suggestivo. L’acqua è fresca e invitante (fuori c’è un clima afoso) e i più ne approfittano per tuffarsi o almeno entrare un po’ dentro. Alcuni sfortunati che, però, avevano deciso di restare sulla riva (magari perché senza costume o perché vogliosi di rimare asciutti), in particolare gli “ordinati”, vengono presi di mira dai perfidi bagnati. E così abbiamo assistito al “lancio” di don Raffaele (non prima di avergli svuotato le tasche dai contenuti importanti) e del diacono Diego; di Andreas si sono perse le tracce immediatamente: reinfilatosi nel boschetto, qualcuno ha ipotizzato che fosse tornato a piedi a Gur i Zi, altri addirittura a S. Enrico. In quanto al quarto “ordinato” è superfluo dire che era fra i perfidi bagnanti! Giochi a palla, giochi di gruppo e chiacchiere sulla riva hanno contribuito a creare un clima di condivisione. Per il pranzo ci siamo fermati in un locale a conduzione familiare, molto decoroso e accogliente, dove – per una cifra di poco superiore a un caffè in Italia – abbiamo mangiato una montagna di pasta con le polpette.
Dopo la programmazione del campo estivo di domani e il riposino post-prandiale, catechesi di Andreas (ricomparso vicino al pulmino parcheggiato al lago!), sui martiri della chiesa di ogni tempo e degli albanesi in particolare e sul perdono.
Poi memorabile Messa domenica comunitaria, ovviamente in lingua albanese, iniziata in concomitanza di un tempo spaventoso con raffiche di vento e pioggia. Immediatamente la luce è saltata e la chiesa, immersa nel buio, è rimasta illuminata da qualche candela, da una torcia vicino all’ambone e dal poco chiarore esterno. Sarà stata l’associazione di idee con la persecuzione e i nascondimenti, ma molti di noi si sono sentiti un po’ come nelle catacombe. Anche questo lo ricorderemo!!! Poi, noncuranti della tempesta, siamo andati al campo di calcetto (coperto!) dove era in programma la sfida Italia-Albania. Qui tutti i ragazzi si sono esibiti in una performance esitata con la vittoria di misura dell’Albania (squadra “titolare”), confermata anche con la squadra albanese “seniores”. In barba alla sportività i nostri ci sono rimasti male!!… Ai margini del campo il pubblico femminile si consolava sgranocchiando pizza margherita. Alla fine tutti sul prato, a giocare a quel che capitava, e il clima tornava più allegro!
Intanto, anche la tempesta si era sedata e potevamo rientrare in sicurezza.
Compieta e condivisione su questa intensa giornata e poi…nanna!!!

27 LUGLIO: Oggi, tra i doni della creazione abbiamo riflettuto su quello dell’acqua, fonte di vita sia per il corpo che per lo Spirito. E’ stata sottolineata l’importanza della sua carenza e di non sciuparla. Ma se ieri, giorno della “luce e tenebre”, è finita in un bagno generale, cosa dire di oggi? Tutti erano rassegnati e divertiti all’idea di andare via zuppi dalla testa ai piedi. L’unica gara “asciutta” è stata quella del ballo, nella quale tutti sono dovuti scendere in pista, pena la sottrazione di punti in classifica. Poi si è scatenata la guerra dell’acqua, all’inizio sotto forma di giochi strutturati, poi come gavettoni selvaggi e annaffiamenti con il tubo, risultato: tutti fradici al punto che le scarpe facevano “cick-ciack”. Ma non dovremmo valorizzare il risparmio dell’acqua???!! Comunque bella mattinata, terminata con il pranzo cucinato dal mitico terzetto Francesca-Oscar-Samuele che, da quasi due giorni, si occupa di sfamare noi e i gatti della parrocchia.
Il pomeriggio ha avuto un sapore più forte, siamo andati a visitare la casa delle Suore di MadreTeresa a Scutari. E’ una struttura che accoglie una cinquantina di orfane disabili, entratevi oltre vent’anni fa da bambine e ora cresciute ma ancora accudite con la tenerezza di allora. Mancano quello più emancipate e tranquille perché oggi pomeriggio erano state portate al mare, ma siamo stati colpiti dall’accoglienza riservataci da alcune delle presenti: bambine “cresciute”, vestite di costumi tutti uguali e coloratissimi (sicuramente cuciti dalle suore con tanto amore e fantasia), mentre facevano il bagno in una piscina nella quale hanno invitato a entrare anche noi. Ci toccavano e ci chiedevano con irruenza e tenerezza un contatto fisico. Ci hanno scosso, ma ancor più ci ha scosso vedere i casi più gravi (quelli a rischio di autolesionismo) legati nei loro letti, incapaci di alcun contatto comprensibile con noi, se non dei disordinati movimenti di massa (di fastidio? di ribellione? di emozione?). Il tutto in un ambiente coloratissimo e pieno di musica, pensato per tranquillizzare le più impegnative.
La reazione dei ragazzi è stata consequenziale: molti occhi pieni di lacrime e di interrogativi, con diversi che non hanno voluto addentrarsi fra le disabilità più gravi perchè non riuscivano a sostenerle.
Nei prossimi giorni chi vorrà potrà tornare per un piccolo servizio. Ma anche chi non tornerà porterà stampato nella memoria ciò che ha visto: tanta sofferenza ma anche tanto amore per gli ultimi che, dalla loro croce, ci chiedono con Cristo: “ho sete”.
Su questa esperienza si è svolta la riflessione di Diego e – durante la messa – la condivisione.
Ma ora è tempo di “stemperare” e una bella grigliata ci aiuterà. A domani

26 LUGLIO: si è alzato il sole sul campo missionario e i ragazzi alle 8.00 erano pronti per la colazione e per il duro lavoro!! E’ arrivato il giorno dell’incontro con i ragazzi: come andrà? Siamo un po’ agitati, un po’ emozionati, un po’ titubanti…
Facciamo colazione in piedi (sederci ci porterebbe via troppo tempo), poi le lodi sul prato, mentre già qualche ragazzino comincia a fare capocetta.
Alla spicciolata arrivano, appuntamento in chiesa per presentazione e organizzazione: ma quanto sono? Alla fine ne contiamo tra 80 e100. Vengono suddivisi in gruppi, con tanto di nomi di battaglia e animatori-condottieri, ma per scaldare il clima si parte tutti insieme con i balli di gruppo, guidati da “cubiste” italiane. La platea, un po’ timida, viene pungolata da don Raffaele con minacce di sottrarre punti alle squadre più statiche! Poi i ragazzi più grandi vengono separati dai piccoli e si inizia a fare sul serio. Il tema di questi incontri è la creazione, interpretata secondo Gesù ma applicata alla vita di ciascuno di noi come progetto di Dio per essere non un “io” ma un “tu”. E così anche i giochi, ispirati al racconto giornaliero della creazione, avranno il compito di far scoprire ai ragazzi ogni dono nella propria esistenza e l’importanza dell’altro in ogni azione della vita. Il tema odierno è “luce e tenebre”, quindi i giochi si svolgono prevalentemente bendati ma sotto la guida di chi è a occhi aperti. Il risultato è una serie di ruzzoloni, ma anche di risate e soprattutto grandi docce fredde a base di palloncini riempiti di acqua: una goduria sotto il solleone! A mezzogiorno  i ragazzi se ne vanno inzuppati e contenti; anche gli animatori trovano un sospiro di sollievo, soddisfatti dalla positività di questo primo giorno!
Il pomeriggio si cambia decisamente tono: visita a Scutari con museo Diocesano e la Cattedrale, testimonianze della storia del popolo albanese e della fede cristiana, perseguitata negli anni dopo la guerra e durante la dittatura, eppure miracolosamente conservate e riportate con la fine del regime totalitario. Su questa storia si fonda la venerazione dei “martiri albanesi”, di una dei quali ci è stata data testimonianza toccante e diretta da una suora francescana delle Stimmatine, sua compagna di noviziato. E’ stato molto emozionante ascoltare dalla sua viva voce il terribile racconto di quegli anni.
Ci sentivamo l’anima un po’ più “pesante” e ci ha aiutato a varcare di nuovo il portone del convento, fuori verso un’aria più fresca e libera.
Una buona pizza Napoletana ci ha reintrodotto nel nostro solito mondo, nel quale abbiamo la fortuna di poter vivere indisturbati….

25 LUGLIO (PRIMO GIORNO IN ALBANIA): (Aggiornamento ora di pranzo) Si sono fermati a mangiare al ristorante (il campo inizia bene!!), dove sembra abbiano mangiato bene (recensione positiva di Filippo!). Dopo pranzo ripartiranno alla volta della parrocchia.
Dalla nostra corrispondente sul campo: La prima giornata del nostro Campo Missionario volge al termine. E’ stata lunga, iniziata oltre 24 ore fa a S. Enrico, poi il pullman fino al porto di Bari, poi l’imbarco e l’estenuante attesa della partenza fino a mezzanotte, poi il tentativo, per lo più infruttuoso, di riposare nel corso della traghettata, terminata alle 9.00 di questa mattina. Ad attenderci al molo abbiamo trovato il simpatico don Raffaele, nostro ospite e campano doc, il quale con grande sagacia ha introdotto se stesso e la vita in Albania. Ci ha accompagnato in un breve giro del centro di Tirana, durante il quale i ragazzi hanno approfittato per rinfrescarsi con gli zampilli delle fontane che fuoriuscivano dal selciato della piazza principale…Un pò di refrigerio sotto il sole cocente…!! Cotti a puntino abbiamo presto desistito dal fare i turisti itineranti e ci siamo arresi a un ottimo pranzo in un ristorante lungo la via che ci conduceva a Scutari. Eravamo stanchi e desiderosi di raggiungere presto la nostra destinazione, la parrocchia del Sacro Cuore a Gurizi. Dopo la sistemazione nelle stanze, briefing sul programma dei giorni a venire e incontro con gli animatori locali, 20 ragazzi tra i 15 e i 25 anni con i quali sarà una bella sfida riuscire a intenderci!!! Ma confidiamo in un po’ di comprensione dell’italiano da parte di alcuni, un minimo di conoscenza dell’inglese, nella traduzione del parroco, nella gestualità e infine nello Spirito Santo!!! Altra esperienza complessa è stata la Messa in albanese, per quanto “addolcita” dalla lettura del Vangelo e dall’omelia anche in italiano, la cosa più difficile è stata seguire nella nostra lingua le preghiere recitate in albanese: qualcuno è riuscito persino a partire dal “Gloria” e finire nel “Credo” inavvertitamente, ma non era facile, eh! Provare per credere!!! Per cena don Andreas si è esibito in una magnifica “amatriciana” servita sulla lunga tavolata all’aperto. Poi compieta e crollo sfiniti!! A domani
Foto aggiornate!!!

24 LUGLIO PARTENZA: nonostante le avversità dei mezzi di trasporto (cancellazione del volo, sciopero dei traghetti oggi!!!) i nostri “eroi” sono partiti in pulman alla volta di Bari per imbarcarsi questa sera (speriamo!!) sul traghetto che li porterà in Albania!!
Arrivo a Bari e imbarco tutto ok!!
foto aggiornate!!


Nella messa di martedì sera a Sant’Enrico (23 luglio) i ragazzi hanno ricevuto il mandato missionario con l’affidamento allo Spirito Santo “Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni; datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla e’ nell’uomo, nulla senza colpa. Lava cio’ che e’ sordido, bagna cio’ che e’ arido, sana cio’ che sanguina. Piega cio’ che e’ rigido, scalda cio’ che e’ gelido, raddrizza cio’ ch’e’ sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtu’ e premio, dona morte santa, dona gioia eterna”. Buon viaggio missionario da tutta la comunità!